mercoledì 19 dicembre 2018

NATALE MIO

Caro Natale, 
no non è così che volevo iniziare oggi.
Lo so che è da tempo che non scrivo, che sono latitante e che di notizie ne avrei, ma che volete farci se tra una cosa e l'altra non riesco a trovare un secondo forse nemmeno per accertarmi che sia tutto a posto.
No non è così che volevo la mia vita ma questo comunque è stato un periodo di grandi cose. Mi sono dedicata ad altri progetti non miei e sono tutti o quasi andati "in macchina".
Gli altri, quelli della mia penna sono chiusi dentro una chiavetta USB ancora in bozza e non terminati. Il resto è nella mia testa e preme da tempo per essere messo su carta.
Scrivere, creare - anche l'editor deve avere quella certa venuzza - non ho mai smesso. Ho soltanto pigiato il tasto pausa sul mio registratore (e non di cassa). Ora vorrei riattivarlo e non dovermi troppo preoccupare se fa freddo o troppo caldo o dove sono.
Certo, ho allargato i miei giri, ho conosciuto persone con le quali in futuro chissà…
Ho ascoltato storie, ho aiutato forme e contenuti, ho riassunto soggetti e ambienti, ho ritrovato ricordi e sono qui in attesa del refill d'inchiostro per poter dire ancora una volta che Margie, Alec e Sarah si sono ritrovati uniti, ma anche se stessi, stringendosi la mano dopo una dura trattativa.
Vorrei farvi leggere pagine appassionanti o leggere, versi dolci o vertiginosi. Vorrei insomma regalarvi un sorriso , una parola per rimanere insieme, come sempre non a guardar la luna, ma l'orizzonte, lontano.
Grazie a tutti.

SERENO NATALE E ALTRETTANTO FRUTTUOSO 2019!

sabato 7 luglio 2018

SANTELLI SE NE VA

A seguito della decisione di chiudere la NUOVA SANTELLI EDIZIONI il mio romanzo CUORE DI PIETRA TORMANNA non è più acquistabile essendo stato ritirato dal commercio.
Non è stata un'avventura molto edificante poiché questo editore ha tentato di esalare l'ultimo respiro senza l'aiuto di medici competenti.
Sono spiacente per tutti coloro che avrebbero voluto leggerlo poiché non so se mai lo pubblicherò - di certo non quest'anno.
Essendo poi stata anche per me una prova e non avendo intenzioni di aggiungere storie di Cosimo Petralia da Villarosa, questo episodio rimarrà tra le retrovie di classifiche improbabili (Fumetti) in attesa di diventare IO famosa.
A quanti vorranno copiarmi un grazie per citare la fonte.

Non iniziate a piangere perché non ho intenzione di mollare. Sto solo cercando il tempo per terminare altre cose.
Seguitemi con piacere.

martedì 10 aprile 2018

ME AND...

Nel quadro della promozione sia di POZZO DI VETRO che di CUORE DI PIETRA TORMANNA Isabella Vanini mi inserisce nel suo blog con questa intervista dove  parlo di me coma autrice e della mia professione.
Appassionatevi anche a Evelyn Storm.



https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fevelynstormworld.wordpress.com%2F2018%2F04%2F10%2Flintervista-a-silvia-licetti-e-i-suoi-libri-cuore-di-pietra-tormanna-e-pozzo-di-vetro%2F&h=ATMe283GCExfXakmjyE4o3HjcYgpfYeV5Z_FzLSk3ILiG9_JWJ86u_CMgPyQ1xj2axWQkrH5CUWl8G_6qvdrWQIUkzrDEHs4JCIwZed75AmeY-PRCVVLhQ

martedì 27 marzo 2018

AUTO INTERVISTA

IN attesa di farmi veramente intervistare in qualche radio e in attesa della presentazione di Trieste, eccovi alcune domande e risposte (brevi).


1.     Da dove è nata la tua passione per la scrittura?
Dalla lettura che ha accompagnato ogni fase della mia vita. Poi da qualche timido test, infine da apprezzamenti di più di una persona.

2. Cosa ascolti mentre scrivi?
Preferisco concentrarmi e quindi mi rintano in biblioteca.

3. Cosa ti aiuta quando ti blocchi con la scrittura?
Esco. Natura o folla, poco importa. Basta non pensarci. Poi di notte…

4. Perché hai deciso di iniziare a scrivere?
Una sfida con me stessa, per vedere se l’impiegata era l’unica cosa che sapessi fare.

5. C'è qualcuno o qualcosa che ti ha ispirato?
Tutti e nessuno. La vita in generale e soprattutto spinta dalla voglia di comunicare. A modo mio.

6. A quale genere appartiene?
POZZO DI VETRO è un romanzo che posso definire semi-autobiografico. E’ la storia di una donna, di una rinascita ovvero come ci si rialza dalle “botte” che la vita ci regala o riserva.

7. Pensi di allargare i tuoi orizzonti anche cimentandoti nella scrittura di un altro genere o preferisci continuare in quello che credi faccia per te?
Già fatto. Assieme a Danilo Simoni c’è AZRAEL, un giallo e in giro c’è anche la mia piccola antologia 1984-2014 Jonathan e gli altri, racconti diseguali dove trovate ironia, suspence, rifacimento di classici, brevi, lunghi…

In futuro chissà.

8. Quando una persona vuole scrivere una storia raramente sa da dove iniziare, ha troppe idee ma non sa come conciliarle. Tu da dove hai cominciato?
Da me e non da tre, come il buon Troisi. Nel primo capitolo c’è il riassunto della mia infanzia fino alla maturità. Poi ho cambiato non eventi, ma tempi e modalità e luoghi… insomma ho “romanzato”, tanto per indurre a non capirci nulla di me.

Il finale: aperto. Lo scopriremo solo vivendo.

9. L'idea di questa storia come ti è venuta in mente?
Il ricordo di me bambina a girare attorno il pozzo della casa dei bisnonni materni. Esiste ancora e mi dispiace non averlo inserito in copertina. Quello invece ritratto è alla casa dei nonni paterni.

10. Sapevi già come avresti strutturato la storia o ti è venuta ispirazione volta per volta?
Senza pensarci troppo ho delineato le questioni da inserire nelle quattro parti di cui è composto. Il finale è venuto da sé e non poteva che essere quello. O no?

11. Ti è capitato di immaginare le scene del tuo romanzo mentre non stavi scrivendo, magari mentre non avevi nulla a portata di mano per segnarti le idee? Come hai fatto in quei casi?
Per questo no. Anzi la stesura è stata veloce e senza spasmi. Qui sono riuscita a creare andando avanti giorno dopo giorno senza dovermi fermare per far decantare le cose, assalita dai dubbi. Credo si rispecchi anche nel testo questa cosa.

12. Quanto di te c'è nei personaggi di cui hai parlato? E in quali, precisamente?
Sarah sono io, ma anche no. Mi rimane comunque “terza” nonostante tutto.

13. C'è stato qualcuno a cui ti sei ispirata per delineare il carattere o le azioni dei personaggi?
Mia sorella ha prestato qualcosa a Margie, ma non vi svelo cosa altrimenti mi disereda. La famiglia Browne non è la mia, ma il regime autoritario che viene descritto è un po’ anche quello. Serge, Richard e Arianna… amici.


14. Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Di solito sono desta. La mia materialità e il mio essere concreta non mi fanno volare alto e chi mi conosce sa che rimango umile e arrossisco se mi fanno dei complimenti.

Diciamo che un bell’assegno e un grazie dai lettori mi farebbe felice. Poi pago anche da bere.

15. Come hai capito quale sarebbe dovuta essere la conclusione del romanzo?
So che come la mia vita anche quella di Sarah ha un seguito, quindi ho pensato a qualcosa di aperto, come piace a me.

Come direbbe qualcuno: mi seguite?

16 Cosa hai provato quando hai scritto la parola "fine" alla tua storia?
Per certi versi Liberazione. Avevo già saputo del concorso/selezione della Elison Publishing per cui mi ero imposta di terminare in tempo e riservarmene anche per la rilettura. Avevo però anche svuotato la mente.

17. E cosa hai provato, invece, nel sapere che il tuo romanzo sarebbe arrivato nelle case degli italiani?
Orgoglio. So che certi amici attendono con impazienza le mie uscite autoriali, ma il sorriso alla consegna della copia autografata aumenta a dismisura la mia autostima. Una bella rivincita ai commenti riguardo i primi tentativi e quindi mi dico: forza, questa è solo una tappa, ma è anche bello sapere che si può migliorare ancora.


Grazie.

giovedì 15 marzo 2018

Arriva CUORE DI PIETRA TORMANNA

Si dice che un autore per affermarsi debba anche essere prolifico. Dare alla luce ovvero pubblicare  un proprio lavoro letterario è paragonabile per certi versi a partorire.
Forse ne avevo accennato in qualche altro post, ma sin da quando ho avuto l'idea per scrivere CUORE DI PIETRA TORMANNA, ora in uscita per la NUOVA SANTELLI sia in ebook che in cartaceo (disponibile dalla prossima settimana, ma già prenotabile dal sito editore), ero sicura di poter avere fortuna.
Non per il concetto né la trama in sé, nascosta tra i capitoli che trattano tematiche diverse, mi è parso originale e terminato di scriverlo me lo sono vista apparire comunque molto simile a qualche classico italiano del secolo scorso che avevo letto.
Sono andata avanti e ho cercato disperatamente editore, finendo anche in mani sbagliate in più occasioni (per ultima la primavera scorsa con un concorso vinto per un ente ancora inidentificabile e che pare essere ora scomparso dalla scena). Ero ancora forse sconosciuta all'epoca e forse aveva ragione qualcuno che, avendolo letto in bozza, mi disse che era ancora acerbo.
Dovevo maturare io, forse pubblicare POZZO DI VETRO, scritto dopo, per arrivare a questi risultati?
Giudicate voi.

Link: /http://www.nuovasantelli.it/product/cuore-pietra-tormanna/

A brevissimo su tutti gli store.
Storia, storie e dettagli veniteli a scoprire su Facebook Silvia Licetti

Prima recensione a cura di Francesca Ghiribelli sul suo blog UN'ALTALENA DI EMOZIONI. Sono stracontenta nonostante le sole 3 stelline. Buona lettura.

martedì 27 febbraio 2018

QUANDO LE PAROLE...

Normale non accorgersi che quanto scritto e pubblicato venga capito e recepito da molti nella maniera giusta?
Ho ricevuto vari commenti sulla mia pubblicazione e tutti riportano parole gentili e punteggi di valutazione che sfiorano il massimo.
Inoltre Kobo sta sponsorizzando l'ebook e sulla pagina si sfiorano gli 11.000, che spero abbiano poi concretizzato.
Non credo che questo sia dovuto unicamente ai banner o agli sparuti messaggi che lascio qua e là.
Altra impennata spero la porti la recensione di Eleonora Fioravanti con il suo blog Lavender's Library su Altervista o su Facebook www.facebook.com/lavenderslibrary/
Con un sentitissimo grazie riporto qui anche il link al suo di lavoro.
http://lavenderslibrary.altervista.org/pozzo-di-vetro-di-silvia-licetti-recensione/#comment-134


Sarò a Trieste il 7 aprile 2018 ore 16.30 presso LETTERA VIVA. Venite a conoscere Sarah e i suoi fratelli, ma soprattutto me.

Lo trovate sui maggiori store in versione ebook. A richiesta il cartaceo attraverso la pagina Facebook, messaggio privato a Silvia Licetti.



domenica 24 dicembre 2017

AUGURI

Tra qualche giorno finisce anche questo 2017.
A me ha portato un'altalena tra gioie, impegno e delusione. Sapevo che il settore dell'editoria fosse ostico, ma in questo ultimo periodo ho notato che si è fatto ancora più duro.
Io non demordo perché mi piace lavorare sul testo vedendolo crescere sotto i miei occhi e le mie mani.
Non importa né quanto tempo né quanta fatica: io vado avanti, nonostante le critiche.
Ci vuole costanza e umiltà, seguire passo passo l'evolversi e il compiersi dell'iter, correggendo ogni segno storto che si presenta, scorgendolo tra le righe , perfido e sfuggevole.
Bisogna stare attenti che il terreno è infido e non si scherza: ne va anche della propria nomea.

Questo recita il mio messaggio di auguri come editor e titolare della LICET ET DOCET. Quest'anno ho aggiunto un altro ruolo per me stessa: quello di scrittrice. Non pretendo la S maiuscola, ma sono contenta di essere riuscita a farmi notare, a leggere che quello che compongo piace ad altri.
Anche qui vado avanti e ascolto solo le critiche costruttive.
Esperienza insegna poi che un giorno o l'altro mi ritroverò famosa, anche se oggi sembra solo un sogno. Il mio obiettivo è di scrivere cose belle e non piacere per vendere. A voi il gusto della lettura.

BUONE FESTE

giovedì 23 novembre 2017

AVANTI IL PROSSIMO: Pozzo di Vetro (Elison Publishing)

Eccomi, dopo un'arsura estiva che però sembra aver dato i suoi frutti.
E porto ora, come una befana anticipata o rovescia, la buona notizia:
USCIRA' TRA BREVISSIMO IL MIO SECONDO ROMANZO
ovvero quello che ho scritto e terminato per secondo, mentre il primo giace ancora nel cassetto in una scatola di dubbi e incertezze.
E' una bella storia di cui oggi non vi anticipo nulla. E' pronta confezionata e verrà emessa dalla CE in solo formato digitale - anche se non dispero di strappare la promessa di qualche edizione limitata on demand di cartaceo per i meno ambientalisti.
Se ancora avete conservato la vostra curiosità di LEGGERMI, sappievatelo:

STO ARRIVANDO!

E stavolta colpisco, per vero!

E come promesso eccola qui a fianco, la copertina.
Lo potrete trovare su Bookrepublic, IBS, la Festrinelli, sul sito della Elison...
Sono in digitale, al momento, ma potrebbero arrivare novità per il cartaceo. Ci stiamo lavorando.

Trovate invece su Facebook la pagina da me creata nella quale pubblicherò fino all'epifania qualcosa ogni giorno. Non capitoli o estratti, ma fatti e spiegazioni, curiosità ed esperienze di autore.
Se avete qualche domanda, seguitemi lì o inviate mail a silvalocatelli@hotmail.com

Per la promozionale ancora non ho deciso, ma troverete traccia anche qui. Sicuramente.

Se proprio la vostra curiosità non resta a freno, provate a leggere qui: https://www.facebook.com/POZZODILICETTI
Mi raccomando, condividete solo se vi piace. Grazie.

giovedì 4 maggio 2017

2 CHE


-          Ciao. Senti un po’: la custode del palazzo mi ha bloccato…

-          Taci!

-          Ti dicevo che la signora che di solito mi segue dalla guardiola, oggi…

-          Non nominarla, ti prego!

-          Ma hai visto i bidoni?

-          Lo so.

-          Stamattina tutti belli in riga come soldatini…

-          Ecco, appunto.

-          E non dovevi occupartene tu?

-          Infatti.

-          Sai cosa mi ha detto quella bocca lagnosa?

-          Tu le credi?

-          Dimmelo tu se devo: hai per caso qualcosa da aggiungere?

-          A tutto quello che lei ti ha già suggerito?

-          Ha osservato la scena…

-          E da dove? Da dietro le tendine di fustagno e con i fondi di bottiglia sul naso?

-          L’hai notata?

-          Spesso, ma non per quello che crede lei.

-          Allora perché ha fermato me?

-          Io non c’entro.

-          Ha visto di sicuro i nostri vuoti.

-          Forse, ma erano integri quando li ho depositati…

-          E che ci fanno i cocci per terra! Sai che sono pericolosi?

-          Certo, per i gatti!

-          Quelli che ti infastidiscono.

-          Mi disturbano il sonno, che è un’altra cosa.

-          Allora perché?

-          Ma in che lingua te lo devo dire: non sono stato io!

-          Come fai ad affermarlo.

-          Quella fuma… e le allucinazioni…

-          Dirà tutto all’amministratore.

-          Pure! Ok. Scusa, devo andare.

-          Sì vai, vai a nascondere le prove!

-          La faccio cantare io per primo! Lo vedrà con chi ha a che fare.

-          E poi? Cosa vorresti raggiungere? L'eliminazione anche del testimone?

-          Tu resta qui e osserva. A me non la si fa così facilmente.

-          Ehi, calmati. Magari salta fuori tra un po’ la prova regina.

-          No, lasciami. Voglio solo farle capire un paio di cose. Mi sono proprio scocciato del...

-          Dai, no, fermati. Era solo uno scherzo!


domenica 9 aprile 2017

LA FOTO DI ALBERT E.


LUI:

Tutto è relativo. Certo: se un cucchiaio cade non vuol dire che l’abbia perso o mollato dalle mani. E un bambino che mi guarda osservare quel fenomeno potrebbe pensare cose su di me e sulla posata nello stesso istante.

Allora perché dobbiamo discutere della caduta di un cucchiaio? Non è forse un fatto incontrovertibile che se gli tolgo l’appoggio da sotto, questo, per la forza di gravità, raggiunge la superficie più in basso più vicina? Se quella superficie è costituita dal mio piede, rimbalza all’impatto.

Eppure ci scanniamo per queste inezie tanto quanto due dittatori a confronto in un meeting delle Nazioni Unite.

E allora smettiamola, finiamo di avere la presunzione di essere sempre e comunque padroni di quella verità assoluta che forse nemmeno Dio ricorda.

Mi si rizzano i capelli al solo pensiero. I miei capelli… Mi hanno screditato per una foto apparsa in copertina su un famoso settimanale: non avevo una faccia pulita, non l’espressione borghese da educatore consunto e cattedratico.

Mi hanno cacciato: indegno, folle, pazzo, impazzito, inaffidabile…

Mi hanno fatto la guerra per quella espressione irriverente e conclamata. Me lo aveva chiesto il fotografo scherzando di rappresentare la mia idea sul mondo, la mia filosofia. Allora io ho tirato fuori la lingua. E’ quello che penso e non lo nego. L’esilio però non me lo merito. Non questo.

Sono scappato dagli orrori di casa mia per un valido motivo. Vigliacco? No, forse solo preveggente e cauto. Ho salvato la pelle e con essa anche questi capelli, bianchi dallo spavento, ma anche per la fatica.

E’ duro riuscire a farmi capire. Ho energia in testa. E idee, folli, strampalate, geniali, come quella di ripetere all’infinito l’esperimento della caduta del cucchiaio sul mio piede.

La mia inserviente si lamenta perché me lo faccio recuperare da lei ogni volta. Perché? Mi piace guardarle le terga quando si piega.


LEI:


Quell’immagine mi perseguita ancora e il ricordo fa male, nonostante riguardi un passato abbastanza remoto.

La fama ora è tutta dell’artista, morto qualche giorno fa, che ha immortalato il momento forse di maggior fragilità apparente del mio povero marito Albert, che oggi passa in secondo piano, come mero soggetto ritratto.

Era un periodo, quello dello scatto, in cui si era rilassato dopo lunghe ricerche e studi che portarono a grandissime scoperte e teorie rivoluzionarie. Eravamo però anche assediati da curiosi e giornalisti, da inviti a conferenze ed eventi.

Albert era popolarissimo e non ci scandalizzammo troppo quando una domenica pomeriggio ci chiamò qualcuno dalla redazione di un famosissimo settimanale per una intervista da tenersi obbligatoriamente quel giorno.

In dispensa avevo ancora tutto l’occorrente per il dolce della nostra patria e qualche altra leccornia da offrire a chi fosse toccato quell’incarico. Accettammo quindi dando appuntamento entro un’ora.

Puntuali arrivarono dribblando la solita ressa davanti casa. Li feci entrare con ancora addosso il grembiule e le scarpe comprate nella Grande Mela.

Passando per la cucina si accomodarono in salotto. Erano in due: uno con un taccuino in mano e una matita dietro l’orecchio, mentre l’altro aveva con sé una borsa dalla forma strana.

Andai a rinfrescarmi il viso in bagno e quando mi affacciai in sala da pranzo li scorsi chiacchierare e ridere come buoni amici. Non interessandomi a cosa discorressero mi occupai della tavola.

Appena Albert capì cosa avevo preparato, fece una smorfia di disgusto. Non gli piaceva più quel dolce: per lui sapeva troppo di Germania, di orrore, di guerra e non di mele, cannella e uvetta.

Lo scorse l’uomo con la strana borsa e gli chiese di ripetere il gesto mostrando una macchina fotografica. Mio marito allora tirò fuori del tutto la lingua e strabuzzò gli occhi.

Fu un attimo, uno di quelli che determinano il destino di un uomo. A nulla valsero i suoi studi e le sue ricerche: la condanna di intellettuali e benpensanti fu quasi unanime.

La cosa poi divenne pubblica al punto da far sparire l’assedio di curiosi in giardino, ma donò all’umanità intera la netta visione della faccia privata e nascosta di Albert E.

Se ne andarono contenti i due signori venuti da lontano quel giorno, accompagnati alla stazione dai nostri vicini.

Ne sentimmo parlare a lungo e leggemmo per molto tempo i loro articoli sui più famosi quotidiani.

Dopo quell’episodio ritrovammo la tranquillità, anche se ci pentimmo di aver accettato quella visita.